Benvenuti nel mondo reale

10 novembre 2008

Primo post

Nel mio vecchio blog avevo detto con l’ultimo post che avrei smesso di usare il computer per un periodo di tempo. Be, ci ho ripensato. La mia decisione ricordava quella di Christopher McCandless  che lasciava tutte le sue cose per fare l’eremita nell’Alaska. Infatti, nel film lui dice “Non voglio cose” quando i suoi genitori gli chiedono se vuole un’altra macchina. Comunque, ho capito che nella società di oggi è molto utile il computer, internet, cellulare e così via. Ormai siamo sommersi dalla tecnologia, che però ci aiuta moltissimo: internet è una grandissima fonte d’informazione, sopprattutto per uno che va all’università.
Così, ho deciso di chiudere il mio vecchio blog, ma non sarà una chiusura ufficiale poichè sicuramente metterò qualche post nel mio vecchio space. Questà sarà l’ennesima volta che apro un nuovo blog…il primo aveva questo titolo: I commentarii. Il titolo per questo blog è Benvenuti nel mondo reale. Per chi non lo sapesse,  il titolo viene da Matrix, di cui ho fatto la mia tesina.
Per cominciare vorrei fare un autoritratto. Allora mi chiamo Thanat e ho venti anni. Mi piace mangiare. La cosa strana è che per quanto mangio dovrei essere un grassone, ma sono molto magro…peso sempre 55 chili tutte le volte che misuro il mio peso con la bilancia e sono anche abbastanza muscoloso. Non so resistere alla crepe con la nutella. Adoro mangiare lo strudel e il tiramisù. Il mio piatto preferito? Spaghetti conditi con qualsiasi modo: pesto, pomodoro… Ovviamente, oltre a mangiare, mi piace leggere. Leggo di tutto da libri a fumetti. Divoro libri di fantascienza, fantasy, gialli, ma anche altri generi, basta che non sia palloso come I Malavoglia. Amo il fumetto e mi gusti spaziano dall’americano al giapponese. Ho un vasta collezione di fumetti dell’Uomo Ragno, ma amo anche il mitico Batman. I miei primi manga che ho letto sono stati quelli di Dragon Ball e Dai (conosciuto in Italia come I cavalieri del drago), ho la collezione completa di Saint Seya (conosciuto in Italia come I cavalieri dello zodiaco) e mi sto collezionando Detective Conan e One Piece. Amo tantissimo la musica e ascolto di tutto, ma sopprattutto il metal. Ecco quello che ascolto di solito: Iron Maiden, Blind Guardian, Green Day, Linkin Park, Dire Straits, The Who, Muse, System of a down, Francesco Guccini, Beatles, Ligabue, Bob Dylan, Cat Stevens, Modena City Ramblers, Red Hot Chili Peppers, Caparezza, Fabrizio de Andrè, Jovanotti, Oasis, Vanilla Sky, Sud Sound System…
C’è una cosa che non ho detto di me. Sono un grande appassionato di cinema. I mie registi preferiti sono Quentin Tarantino, Stanley Kubrick, Sergio Leone. I miei film preferiti: Matrix, Kill Bill vol. 1&2 e tutti quelli di Sergio Leone. Mi piace tanto il cinema che sogno di diventare regista. Infatti, sto studiando il Dams a Roma e poi penso che farò una scuola di cinema. Se per caso non riuscissi a diventare regista, potrei fare il fumettista (sono molto bravo a disegnare). Se anche questa opzione non andasse, potrei anche lo scrittore. Sapete, ho vinto un premio letterario e…mi sento un giovane scrittore. Comunque vada, darò il meglio di me stesso. Con questo ho detto tutto. Il primo post finisce, sperando che questo blog in futuro venga visitato.

13 novembre 2008

Il web diventa maggiorenne

Filed under: Internet — thanat @ 8:20 pm
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Il 13 novembre è il compleanno di una cosa che tutti usano: il web. Egli compie esattamente 18 anni perchè è nato nel 1990 nel CERN di Ginevra. Il padre del World Wide Web (detto anche web) è un fisico inglese, Tim Berners-Lee e dobbiamo ringraziare lui se state leggendo questo post.

Quasi tutti confondono internet con il web, mentre invece sono due cose diverse. Internet è la rete delle reti e consiste in migliaia di computer collegati fra fra di loro. Il web è il modo per accedere a queste informazioni e utilizza come protocollo l’HTTP (se notate bene, quasi tutti gli url di un sito iniziano con HTTP). Le informazioni vengono presentate sotto forma di pagine web e sono collegate da link ipertestuali. Una pagina web non contiene solo testi, ma anche immagini, video, musica. Tutti gli utenti posso creare una pagina web: un sito per chi conosce il linguaggio HTML (per chi non lo conosce ci sono dei siti che ti aiutano a cotruire delle pagine web) oppure il blog dove ognuno può lasciare un commento.

Il web è alla portata di tutti perchè è piena di informazioni  di qualsiasi genere. Oltre a informarsi, il web è molto utile per divertirsi. Potremmo paragonare il web a un mare pieno di informazioni e potremmo allora dire  in senso leopardiano “e il naufragar mi è dolce in questo mare”.

21 novembre 2008

Non puoi entrare a scuola se non uno studente del Righi

Il giovedì di mattina sono sempre libero perchè ho lezione di pomeriggio, il corso di Istituzioni di storia e critica del cinema dalle ore 16 alle ore 19. Allora decido di ritornare nella mia vecchia scuola per rivedere i miei vecchi professori e per portare una cosa alla mia ex-professoressa di filosofia. Mi alzo, faccio colazione e sono pronto per ritornare al Righi. L’idea era di andare verso le 10.30 perchè avrei potuto comprare la pizza con cui facevo sempre merenda durante la ricreazione.

Appena arrivo trovo una brutta sorpresa. I bidelli non mi fanno salire. Ordine della preside. Siccome nei giorni precedenti alcuni ragazzi si sono imbucati nella scuola, la signora napoletana ha dato ordine di non far più entrare nessun estraneo nella scuola. Che cazzo succede? Mi ricordo che quando stavo al Righi, io e la mia vecchia classe eravamo molto felici quando uno ragazzo veniva a trovare i suoi professori perchè si interrompeva la lezione per pochi minuti. Allora faranno storie anche quando dovrò ritirare il mio diploma. Aspetto qualche minuto e vedo una signora vicino all’ingresso che fuma. Finito di fumare, entra, dice al bidello che sta in portineria “Devo parlare con i professori” e la fa salire. Così, qualsiasi adulto (genitore e non) potrebbe entrare a scuola dicendo di parlare con i professori e lo faranno sempre salire. Bella sicurezza…e non sai nemmeno se è effettivamente un genitore di uno studente del Righi. Fate conto che io sia un uomo di 40 anni, uno psicopatico, vestito perbene con giacca e cravatta, armato di pistole nascoste accuratamente sotto la giacca, che vuole fare una strage in stile Columbine, vado lì, dico di dover parlare con i professori e mi fanno salire. Qualsiasi estraneo può entrare a scuola, a parte i ragazzi.

Io insisto perchè il bidello mi faccia entrare. Gli dico se può fare un’eccezione alla regola. Niente. Gli dico che sono stato un ex-studente del Righi. Niente. Gli dico che posso lasciargli i miei documenti perchè almeno saprebbe chi sono facessi qualcosa di illecito e sbagliato nella scuola. Niente. Questa pensa che io sia uno del Blocco Studentesco che vuole occupare la scuola. Mi resta un’ultima cosa da fare: chiedere al bidello di dare a una professoressa una cosa importante. E così me ne vado deluso. Non potrò nemmeno andare a ritirare in futuro il mio diploma se la politica di questa signora napoletana continua così.

24 novembre 2008

Si può fare

Si può fareNello, un sindacalista, diventa un direttore di una cooperativa di matti, o meglio dire i diversamenti abili, che si metterà a costruire i parquet. Nonostante lo scettiscismo iniziale dello psichiatra, la cooperativa riesce ad avere successo. La cooperativa partita da poche persone cresce perchè si leva i matti dal manicomio, il posto più terribile che ci sia. Questa storia potrebbe essere una favola, ma non è così. Il film ci racconta una realtà, quella dei manicomi. Tutta la storia prende spunto dalla legge Basaglia e, se notate bene nel film, il nome della cooperativa è 180 per via della legge.

Il film di Giulio Manfredonia vuole farci capire che i matti, anzi non voglio usare questa parola, i diversamente abili sono degli esseri umani come noi e tali devono essere trattati. Nello, interpretato da Claudio Bisio, non è un medico, ma crede di poter guarire i diversamente con il lavoro affinchè vengano reinseriti nella società, quella società che disprezza i matti.

Si può fare è molto divertente, sebbene ci sia una scena triste. Quasi tutta la comicità del film si basa su questi diversamente abili (da ricordare il presidente o il signor Ossi). Da ricordare una scena dove Nello porta i matti a “divertirsi” con le prostitute e, quando ritorna a casa, la moglie gli chiede perchè è ritornato così tardi e allora lui risponde “Sono andato a puttane”.

Ok. Il film sarà pure divertente, ma fa anche riflettere. La storia è ambientata proprio quando entra in vigore la legge Basaglia e ci fa capire come è difficile il reinserimento nella socieà di questi diversamente abili.

La regia di Giulio Manfredonia è eccezionale e riesce a dare ritmo al film, considerando che la maggior parte dei film italiani non hanno ritmo. Ogni inquadratura è costruita alla perfezione (quando vediamo Gigio che si allaccia le scarpe capiamo subito cosa succede nella scena successiva). Claudio Bisio è bravissimo ed è molto diverso da come lo vediamo a Zelig. Anche gli attori che interpretano i matti sono eccezionali e sono talmente bravi che non si riusciva a capire se sono matti veramente o fingono.

Si può fare. E’ questo il motto della cooperativa. Si vedrà che questi diversamente abili sono capaci di fare qualsiasi cosa, nonostante il loro handicap, e si reveleranno degli artisti.

Il film mi ha molto commosso, sopprattutto nella scena dove i diversamente abili sulle note de L’isola che non c’è di Bennato salutano Nello che lascia la cooperativa.

2 dicembre 2008

Grazie alla Gelmini il figlio di Bossi viene bocciato per la terza volta

Renzo Bossi, il figlio di Umberto Bossi, viene bocciato per la terza volta alla maturità.

L’anno scorso lui aveva fatto la maturità in un liceo scientifico, ma non l’aveva passato. Ci riprova quest’anno con una tesina su Cattaneo e sul federalismo (una tesina molto leghista), ma anche questa volta viene bocciato. Secondo Bossi, la bocciatura del figlio è da attribuire ai professori del sud. Bella scusa.

Allora, Bossi vuole dare una terza chance al figlio per fare la maurità. Cosa fa allora Bossi senior? Fa un ricorso al Ministero dell’Istruzione e la Gelmini acconsente. Così, Renzo Bossi fa la maturità (da privatista) per la terza volta con la stessa commissione dell’altra volta. Cambia però la tesina che è di fisica e questa volta c’è pure un’ispettore del ministero per controllare che non ci sia irregolarità. Risultato: Renzo Bossi viene bocciato per la terza volta.

Io dico che il figlio di Bossi è ignorante e ignorante rimane. La Gelmini non dovrebbe occuparsi dell’esame di stato di Bossi, ma dovrebbe occuparsi cose importanti come la legge 133 che sta distruggendo l’istruzione e il sapere. Maria Stella, per favore non fare il leccaculo di Bossi, ma occupati dell’onda che sarà la prossima classe sociale. Grazie a chi ha eletto questo governo.

6 dicembre 2008

Facebook vi legge nella mente

Filed under: Misteri — thanat @ 12:43 pm
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Che cos’è Facebook? Be, è il social network più noto nella rete creato da questo studente americano, un certo Mark Zuckerberg. Lo scopo iniziale di Facebook è stato quello di far restare in contatto gli studenti di una scuola. Il nome, Facebook (in italiano Faccialibro) appunto, viene proprio da quelle foto annuali che di solito si vedono nei film o telefilm americani: le foto di gruppo di ogni classe. Così, chi vuole ritrovare dei vecchi compagni, deve solamente andare su Facebook. Facendo così, ho ritrovato dei vecchi compagni delle elementari. Da una foto pubblicata su facebook, ovviamente la foto di classe delle elementari, si è arrivati a proporre una cena che si farà tra qualche giorno (-4 al grande evento). Qualche mese fa avevo organizzato una cena sempre delle elementari, ma erano venute poche persone perchè non avevo calcolato che negli anni le persone si sarebbero trasferite.

Oltre agli amici, su Facebook vengono pure creati ogni gruppo per ogni cazzata (proprio ieri mi sono iscritto al gruppo Io odio la pie…non c’è bisogno che continui perchè chi va al Righi sa di cosa parlo). C’è perfino la chat su Facebook e ci sono perfino persone che si mettono a chattare su Facebook, nonostante siano su msn. Quando uno si fidanza, si legge sempre per esempio Mario Rossi è passato da single a fidanzato oppure da fidanzato a è complicato. Chi si iscrive a Facebook, sicuramente riceverà ogni giorno un invito di amicizia, da quello conosciuto (per esempio recentemente ho ricevuto un invito di amicizia da un ex-collega di mio padre!!) a quello sconosciuto (la classica domanda che si legge nelle bacheche è chi sei? oppure ci conosciamo?). C’è perfino chi ritiene che Facebook sia meglio di msn per restare in contatto con gli amici sparsi per il mondo.

Fin qui tutto tranquillo e normale. Avete presente l’applicazione di Facebook “Persone che potresti conoscere”? In questa applicazione Facebook ti mostra tre persone che appunto potresti conoscere, ma anche no. Questa applicazione funziona così: di solito i tre tizi elencati sono sempre amici dei tuoi amici (ti mostra anche “gli amici in comune” che sono i tuoi amici). Come ho già detto, a volte sono persone che non conosci nemmeno. Allora, vedo recentemente in questa applicazione una persona che conosco sicuramente. Allora, per curiosità sono andato a vedere quali erano i suoi amici, ma ne aveva solo uno e quest’ultimo non era nemmeno amico mio. Quindi, come cazzo ha fatto Facebook a sapere che conosco la persona in questione? C’è una sola spiegazione: Facebook mi ha letto nella mente. Io sono stato il primo a credere questa sia un’enorme cazzata, ma continuo a essere testimone di questa cosa. Chi sa trovarmi una spiegazione razionale, si faccia pure avanti.

14 dicembre 2008

Arriva Dragonball Evolution

Il 10 aprile esce in Italia il film Dragon Ball The Movie con il titolo di Dragonball Evolution, due giorni dopo l’uscita in America. Dragonball Evolution è un live action cioè un film girato dal vivo con attori come Justin Chatwin (Goku) e Emmy Rossum (Bulma). Il regista è James Wong, che ha scrittla sceneggiatura del film rifacendosi alla saga di Piccolo. La pellicola è una rivisitazione del manga e anime Dragon Ball poichè il film è ambientato in America e Goku è studente liceale. Alcuni attori noti in questo cast: Chow Yun Fat (La tigre e il Dragone) e James Masters (Buffy) che interpretano rispettivamente il genio delle Tartarughe e Piccolo (noto nel cartone come Junior). I combattimenti visti nel trailer ricordano vagamente quelli di Matrix. Spero solo che nell’edizione italiana non facciano diventare l’onda kamehameha in onda energetica come nell’anime. Ecco il trailer del film.  Per maggiori informazioni potete andare sul sito del film http://dbthemovie.com/.

3 gennaio 2009

Gemelli o non gemelli?

Capodanno è passato. In quella notte non ci sono stati solo i festeggiamenti, ma sono nati anche dei bambini. Un caso curioso è quello dei gemelli nati in Michigan in America.  Be, questi due gemelli sono nati in giorni, mesi e anni differenti. Tariq Griffin è nato alle 00.17 del 1 gennaio 2009, mentre suo gemello Tarance lo ha preceduto, nascendo alle 23.51 del 31 dicembre del 2008. Secondo voi, questi due fratellini possono essere definiti gemelli?

22 gennaio 2009

Il cavaliere oscuro

Un tema molto ricorrente ne Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan è il tema del doppio, presente anche in un precedente film del regista (The Prestige).

C’è un forte dualismo tra Batman e Joker, rispettivamente il cavaliere della giustizia e il cavaliere  del caos. Il primo è un eroe e agisce secondo delle regole, il secondo è un criminale e non ha regole. Razionalità contro follia. Non possono fare a meno dell’altro e non possono eliminarsi tra di loro: Batman non uccide Joker perchè non è un assassino e quest’ultimo non elimina l’eroe di Gotham perchè senza di lui non si divertirebbe e finirebbe solo per annoiarsi. Il motivo per cui Bruce Wayne compie la sua crociata contro il crimine è la morte dei suoi genitori. Joker non fa il criminale per soldi o per il potere, ma per l’anarchia. Il suo scopo è portare caos e follia.  In Joker è racchiusa tutta la follia che è presente in ognuno di noi e che teniamo sempre nascosta.

Harvey Dent è il doppio per antomasia. Egli è il procuratore di Gotham e si candida per le elezioni con il motto “Io credo in Harvey Dent”. Sconvolto dalla morte di Rachel Dawse diventa il criminale Due Facce. Tutte le sue scelte sono affidate al lancio di una moneta, sopprattuto quando deve uccidere qualcuno. In Harvey Dent è racchiuso il bene e il male perchè ogni persona buona può essere cattiva e viceversa. Il bene non può vivere senza il male. Due Facce è il male, Harvey Dent è il bene.

I paladini di Gotham sono l’eroe mascherato Batman è il procuratore Harvey Dent. Il primo è un fuorilegge, il secondo agisce secondo le leggi essendo un avvocato. Amano la stessa donna. Entrambi verranno sconfitti da Joker perchè Batman diventa il cavaliere oscuro braccato dalla polizia e Dent diventa il criminale Due Facce. E’ interessante notare che sia Harvey Dent che Batman pronuncino la stessa battuta “O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo” e che questa cosa sia applicabile per entrambi.

Tutta la storia ruota intorno a questi tre personggi: Bruce Wayne/Batman, Harvey Dent/ Due Facce e Joker. Il cavaliere oscuro non è più il classico film di superoi dove c’è lo scontro tra il bene e il male. Il vero protagonista non è Batman, ma Joker, interpretato da un bravisimo Heath Ledger, nominatato per un oscar postumo. Il miglior film dell’anno.

Consiglio di guardare il film in lingua originale perchè: primo, il doppiatore di Bruce Wayne/Batman, Claudio Santamaria, fa schifo e secondo, per godere meglio la splendida interpretazione di Heath Ledger.

27 febbraio 2009

Death Note

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“The human whose name is written in this note shall die” è la principale e prima regola del Death Note. Il quaderno della morte è l’elemento principale di questo anime: Death Note, tratto dall’omonimo manga.
Uno shinigami, nella cultura giapponese un dio della morte, lascia cadere il proprio quaderno della morte nel mondo degli umani. Light, uno studente liceale molto intelligente, ritrova il Death Note. Attraverso questo quaderno si può uccidere una persona conoscendone il nome e il volto. Il quaderno verrà usato da Light per uccidere i criminali e creare un nuovo mondo dove non ci siano malvagi. Iniziano così i delitti di tutti i criminali, anche quelli in carcere. Kira, pronuncia giapponese di killer, è la nuova identità segreta di Light Yagami, figlio di un poliziotto giapponese. A contrastare Kira c’è un misterioso detective di cui nessuno conosce il nome e il volto e si fa chiamare L. Tra Kira e L inizia un duello psicologico e ognuno dovrà scoprire l’identità dell’altro.
Questo anime un capolavoro. Death Note è un giallo psicologico dove l’assassino è così
intelligente da non fare nessun errore perchè ragiona e fa deduzioni da detective. L, che nella versione italiana diventa Elle, è un personaggio ben caratterizzato ed è anche uno dei miei personaggi preferiti.
Death Note è un thriller animato composto da 37 episodi. A mio parere l’anime doveva finire con il 25 episodio e, se seguite l’anime, capirete il perchè. Di Death Note sono stati fatti tre live action: due seguono la storia originale del manga e dell’anime e il terzo è uno spin-off con protagonista L.
A proposito di live action, gli americani vogliono fare un remake con Zac Efron che interpreta Light.
Ogni martedì alle 22.00 su Mtv c’è un episodio di Death Note.

6 marzo 2009

Susanna

Susanna

Non se tutti conoscono questo genere cinematografico: la screwball comedy. Essa può essere definita la madre dei film demenziali che vediamo al cinema di oggi, da quelli di Ben Stiller a quelli dei fratelli Farrelly (Tutti pazzi per Mary è nata dalla screwball comedy).  Così, potremmo definire Susanna (titolo originale: Bringing Up Baby) di Howard Hawks una delle prime commedie demenziali.
David Huxley è un zoologo che spera di trovare finanziamenti per il suo museo e nel giorno che sta per sposarsi con la sua fidanzata, incontra una ragazza allegra e lunatica, Susanna. Lei è un’ereditiera e David, nonostante non abbia voglia poichè si deve sposare, la deve seguire per via di un leopardo, il Baby del titolo originale. Da qui si susseguono delle scene divertenti come quella dove David si veste da donna oppure quella in cui segue un cane comportandodosi come il cane stesso. Come scordarsi la scena madre dove tutti i personaggi del film si ritrovano nelle celle con un cane e due leopardi.
A rendere comico questo film del 1938 è sopprattutto l’interpretazione dei due attori protagonisti, Cary Grant e Katherine Hepburne, rispettivamente David e Susanna. Lei è bravissima a interpretare questo personaggio, il miglior personaggio di tutta la storia del cinema perchè dova va lei accade sempre qualcosa di imprevisto e divertente. Anche Cary Grant è perfetto per interpretare un personaggio comico: all’inizio  David è il personaggio più serio di tutto il film, anche se alla fine è costretto ad ammettere che si è molto divertito con Susanna perchè gli ha mostrato il lato scanzonato della vita. Tutti i personaggi del film, compresi David e Susan, sono tutti rimbambiti e matti: la zia di Susan che aspetta di ricevere con ansia il leopardo da compagnia, il maggiore amico della zia che si mette a fare i versi, il giardiniere ubriaco, lo sceriffo scemo… Le battute sono di uno spasso incredibile e le scene sono davvero surreali. Il film è bello e divertente.
Grazie Howard Hawks per averci regalato questo capolavoro.
Se siete tristi  o se volete fare qualche semplice risata, il film vi farà sorridere perchè mostra un mondo scherzoso. Anche se è un  film del 1938, rimarrà uno dei più film divertenti nell storia del cinema.
Curiosità: nella scena dove si veste da donna lui afferma di essere gay, ma nella versione italiana la parola gay diventa pazzo. Perchè? Rimarrà un mistero.
Voto:10/10

30 marzo 2009

Lost e One Piece

Cosa hanno in comune il noto telefilm Lost e l’anime One Piece, conosciuto in Italia con il nome di All’arrembaggio? E’ una cosa buffa e divertente.

Leggo sulla Repubblica di oggi l’articolo su un libro che si intitola “La filosofia di Lost” di Simone Regazzoni, già autore de “La filosofia del dottor House”. Non solo la tv  è diventata oggetto di studio dei filosofi (come scordarsi la filosofia dei Simpson), ma anche il cinema con Matrix, che è stata la mia tesina di maurità. Ritornando a Lost,  questo telefilm può essere definita una fiction filosofica.

L’isola è una metafora di Dio. Tutti i personaggi della serie cercano una risposta, una verità. Questa isola è un’entità che nega il mondo esterno ed è una gabbia per i naufraghi. Nonostante ciò, i losties proseguono la loro ricerca della verità in tutte le stagioni di Lost. Da ricordarsi che la maggior parte dei personaggi di Lost prendono il loro nome dai grandi pensatori della storia, dai filosofi ai matematici: Hume, Locke, Faraday, Rousseau, Burke, Kelvin…

Allora, adesso arriviamo a questa cosa comune di Lost e One Piece.  Dovete sapere che uno dei personaggi principali della serie si chiama John Locke come l’omonimo filosofo inglese.  Alla fine della quarta stagione vediamo una bara dove giace il corpo di John Locke con il nome di Jeremy Bentham, sempre da un’altro filosofo inglese. Se andate a leggere la pagina dedicata a questo pensatore inglese su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Bentham, c’è scritto “Se stai cercando il personaggio di One Piece, vedi Bentham (One Piece). ” Io mi chiedo chi possa essere questo Bentham di One Piece visto che colleziono questo manga e non l’ho mai sentito parlare. Ebbene, Bentham è il vero nome di Mr Two Von Clay, uno degli agenti della Baroque Works cioè i cattivi della serie. Mr Two, l’unico gay della serie, alla fine diventa buono e aiuta la ciurma di Cappello di paglia a fuggire dalla marina.

Sotto potete vedere i due Bentham.

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23 marzo 2010

Sicuro, e c’è anche il muro

Filed under: Uncategorized — thanat @ 9:57 pm
Così, il "sogno" è giunto alla fine. Quale sogno? Il sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare che è stato è portato in scena dal 15 al 21 marzo al Teatro Colosseo per la regia di Guido d’Avino.
Nonostante dolori, siamo riusciti an andare in scena. Durante le prove lavoravamo sempre separati e solo verso la fine abbiamo una fatto la prova generale tutti insieme. Non dimentichiamoci dei mitici gruppi dei personaggi: quello dei morosi (Teseo, Hyppolita, Demetrius, Lysander, Ermia, Elena, Egeus e del mitico Filostrate), quello dei comici (Bottom, Quince, Flute, Snout, Starveling e Snug) e dei magici (Oberon, Titania, Puck, Fatina e tutte le fate).
Non sono sicuro che quello che ho fatto sia stato Sogno di una notte di mezza estate, ma direi più Porno di una notte di mezza estate. Questo è stato il sopprannome che abbiamo dato al nostro spettacolo poichè c’erano molti riferimenti a sfondo sessuale. Da citare le rime di Ermanno alias Lysander: Son testardo come un mulo, quando il tuo…sorriso oppure non ti voglio come amica, ma voglio solo la tua…amore. Il bello che all’ultima un bambino ha pure commentato dicendo che non faceva rima.
Era da anni che non facevo teatro e con questo Sogno di una notte di mezza estate ho ritrovato la voglia di recitare perchè mi diverto troppo. E’ bellissimo stare su un palcoscenico davanti a tutti, sentire le risate del pubblico e ricevere gli applausi. Per me fare teatro è divertente e anche utile poichè sono un ragazzo molto timido. Anche se studio per diventare regista, spero di avere altre occasioni di recitare.
Avrei ancora tante cose da dire sul questo "sogno", ma sono talmente tante che non c’è spazio. Posso dire che con questa esperienza teatrale ho scoperto una cosa nuova, gli scherzi di scena. Questo concetto mi era sconosciuto poichè al laboratorio teatrale che avevo fatto al liceo non ce l’avevano mai spiegato. In pratica, gli scherzi di scena sono quegli scherzi, come dice la parola stessa, che si fanno quando si è in scena e non tutti sono a conoscenza dello scherzo come l’attore che è la vittima dello scherzo e il regista. Ecco alcuni scherzi che abbiamo fatto all’ultima che peraltro sono stati molto apprezzati dal pubblico. Quando c’è stata la scena di Bottom con le fate, c’era una fata in più cioè Solange alias Giovanni e questo scherzo è stato molto divertente poichè fa ridere vedere un uomo che fa la fata. Ecco un altro scherzo di cui è stata vittima sempre Giuseppe alias Bottom: nell’ultima scena quando Bottom nella parte di Piramus recita il suo monologo e dice "venite lacrime", ha ricevuto un po d’acqua in testa (anche se lo scherzo originale era dargli una secchiata d’acqua, è stato divertente lo stesso) e poi dopo aver detto la battuta "fuori spada", ha aggiunto "voglio anche maschera e boccaglio".  Poi nell’ultima scena tra Oberon e Titania c’è stato lo scherzo più divertente di tutto lo spettacolo: il fanciullo indiano. Io, vestito solo con un pannolone, sono entrato a buffo quando Oberon cita il fanciullo indiano. In quel momento tutto il pubblico ha riso per quello scherzo. Il nostro Sogno di una notte di mezza estate è unico perchè perchè penso che finora aveva pensato a uno scherzo del fanciullo indiano. Tra qualche anno gli attori si ritroveranno a fare una rimpatriata e si parlerà del fanciullo indiano.
Anche se il "sogno" è giunto alla fine, non ci perderemo di vista. Magari si farà ancora qualche spettacolo insieme. Con il regista si pensava di fare un secondo laboratorio teatrale mettendo in scena Molto rumore per nulla. Sono ancora indeciso, ma mi piacerebbe moltissimo. Voglio ringraziare i miei compagni di avventura: Giuseppe B., Giuseppe C., Giovanni, Michele, Ermanno, Manuel, Daniele, Luca, Vania, Giulia, Serena, Lilly, Eva, Olimpia, Aurora, Micol, Lia e Nunzia.
Il titolo del post fa riferimento a una battuta del Sogno di una notte di mezza estate. La battuta in questione  viene detta da Manuel alias Demetrius  nell’ultima scena dopo che Teseus dice "Il Chiaro di Luna e il Leone rimangono seppellire i morti" e subito Demetrius che commenta "Sicuro, e c’è anche il muro". Non si sa per quale motivo, ma questa è diventata la battuta cult di tutto lo spettacolo.
 
Ecco la musica o meglio dire la canzone con cui finisce il nostro Sogno di una notte di mezza estate: Life is life dei Laibach.
 

18 febbraio 2010

Fotoricordo

Filed under: Uncategorized — thanat @ 11:19 am
(Il racconto che state per leggere si chiama Fotoricordo e francamente non ricordo di averlo mai scritto. L’ho scoperto sul web casualmente digitando il mio nome su Google. Questo racconto si trova sul sito di Parole in corda, un concorso letterario indetto dall’Atac. Appena ho visto il mio racconto, mi sono ricordato di averlo scritto, ma non di averlo mandato. Allora, il regolamento diceva che bisogna mandare la liberatoria perchè altrimenti non prendevano in considerazione il racconto e non te lo pubblicavano sul sito. Mi ero scaricato sul sito la liberatoria, ma in seguito è andato perduto e non l’ho più mandato. Prima dovevo mandare la liberatoria e poi il racconto.  Non avendo mandato il primo, non potevo mandare il secondo. Così, decisi di mandare il racconto,  per la prossima edizione. Non si sa come, ma il racconto è stato mandato al concorso, anche se non me lo ricordo. Infatti, se per caso vedete qualche errore,  per esempio all’inizio, è perchè il racconto, pubblicato nel sito, non è mai stato corretto e riveduto. Io non avrei mandato un racconto pieno di errori a un concorso perchè non verrebbe subito preso in considerazione. Quindi, quando l’ho mandato questo racconto? Comunque, ho scritto questo racconto dopo aver visto One Hour Photo e il link dove potete trovare il mio racconto è questo http://77.43.14.27/games/elenco_racconti.cfm?IDracconto=2393&iniziale. Bando alle ciance, ecco il mio racconto che a mio parere fa cagare e proprio per questo motivo che non l’avrei mandato, ma l’idea del racconto mi piaceva troppo.)
 
Fotoricordo

Clicca sui volti delle persone nella foto per taggarla.
Il ragazzo stava facendo ciò quando all’improvviso
spuntò suo padre da dietro.
-         Cosa stai facendo? – Gli chiese il padre.
-         Allora, ho caricato una foto su Facebook e
questo momento sto mettendo una tag nella foto
affinché i miei amici possano avere la foto nel loro
profilo. – Rispose il figlio
- Non capisco voi giovani. Fate delle foto per metterle
su internet. – Gli rimproverò il padre – Le foto sono i
nostri ricordi. Non considero ricordi una cosa fatta da
una serie di 0 e 1. Vieni con me che ti faccio vedere
 alcune cose. -
I due andarono nel salotto. Il padre andò nel suo studio
 e ritornò con alcune scatole. Tirò fuori alcune foto e
 le fece vedere al figlio.
- Ti ricordi di questa? –
- Si. Questa siete te e mamma quando vi siete sposati.
In questa foto mamma aveva il pancione: stava
aspettando me. –
- E questa? –
- In questa foto ero il io durante il mio primo
giorno di scuola. –
Padre e figlio continuarono a guardare le foto per
tutto il pomeriggio. In una videro la foto in cui il
figlio aveva vinto una medaglia e in un’altra aveva
ritirato il diploma del liceo.
 - Quello che voglio farti capire – disse il padre – è
che la foto è qualcosa che si tocca con le proprie
mani. Il motivo per cui scatti una foto è perché vuoi
avere un ricordo di quel momento. La foto è la
testimonianza di noi che siamo esistiti. Il motivo per
cui uso ancora la macchina fotografica analogica
è che posso sviluppare le foto che scatto.
 I miei ricordi. Tu che hai la fotocamera digitale,
tra tutte le foto che hai fatto,quante ne hai stampato? –
- A dire la verità – rispose il figlio – nessuna. Ho fatto
tante foto e stanno sul computer. Non ci ho mai pensato
a stamparle. Più che altro le foto le pubblico su
internet. E penso che la macchina fotografica digitale
sia meglio di quella analogica perché con la mia posso
 vedere la foto che ho appena fatto e, se non mi piace,
posso  sempre cancellarla. -
­- Capisco, ma una foto fatta di pixel per me non esiste.
Poi, quando vuoi devi vedere una foto, devi sempre usare
il computer. Poi se il tuo pc venisse attaccato da un
virus, tutte le tue foto sarebbero cancellate. Scusa,
ma io rimango dell’idea che la foto si debba stampare e
per questo motivo che non mi separerò dalla mia vecchia
reflex. Voglio solo dirti un’ultima cosa e poi potrai
andare a taggare le tue foto. Tra quarant’anni, quando
sarai padre e vorrai mostrare le foto che hai fatto a tuo
figlio, cosa farai? Il tuo vecchio computer, dove hai
conservato le tue foto, nel frattempo sarà rimasto nella
vecchia casa oppure che il pc (è probabile con gli anni
che passano) abbia un guasto e si rompa. –
Dopo aver sentito le ultime parole del padre, il figlio
continuò ad aggiungere le tag alle foto. Fatto ciò,
scrisse nel suo stato: Marco ritorna alla sue vecchia
macchina fotografica analogica.
Da quel giorno Marco stampò le foto che scattava.
Continuò lo stesso a pubblicare le foto dopo averle
scannerizzate. Anche se erano i suoi ricordi, voleva
condividerli con i suoi amici.

31 gennaio 2010

Come fare un delitto della camera chiusa

Filed under: Uncategorized — thanat @ 9:19 pm
Se leggete i gialli, sapete che talvolta l’assassino ricorre a quel tipo di delitto impossibile che viene definito delitto della camera chiusa dove troviamo spessp un cadavere chiuso in una camera dall’interno. Il primo che si è cimentato con questo tipo di delitto fu Edgar Allan Poe con il primo giallo della storia: I delitti della rue Morgue. Poi vennero altri autori che si cimentarono con il delitto della camera chiuso come Agatha Christie e Carter Dickson (autore de Le tre bare). Ricordiamo anche Gosho Aoyama autore di Detective Conan che ricorre spesso al filo di pesca. Tra i vari delitti della camera chiusa voglio ricordare quel racconto dal titolo A mille miglia nel cielo di John F. Suter dove il delitto avviene nello spazio in uno shuttle.
Ebbene, ho scoperto come fare un delitto della camera chiusa. No, non nel senso che voglio uccidere qualcuno, ma scrivere un giallo con questo spunto. Nel mio metodo non si usa nè filo da pesca nè calamite, ma…non ve lo dico. Lo scoprirete in un giallo che sto per scrivere. Ho già in mente la storia, i personaggi e, ovviamente, il delitto. Il buffo di questo metodo è che l’ho scoperto casualmente circa una settimana quando uno della mia famiglia era riuscito a chiudere la porta del bagno dall’interno con la chiave dentro. Per fortuna che siamo riusciti a recuperare la chiave che era dentro (vedete l’undicesimo episodio di the Mentalist e capirete come siamo riusciti a recuperare la chiave, anche se non è successo quale tale al telefilm). Mia madre aveva una teoria circa alla porta chiusa dall’interno. Così, oggi ho voluto verificare questa teoria e il mio successo è andato a buon fine. Credo che questo metodo non l’abbia usato nessuno perchè penso che è davvero banale. L’avete capito? Se non l’avete capito, vi consiglio di leggere il mio primo giallo che sto per scrivere.
 
La sigla di Detective Conan dove nei delitti della  camera chiusa dove per uno strano motio l’assassino usa sempre il filo da pesca.
 

11 settembre 2009

Il delitto della camera chiusa

Filed under: Uncategorized — thanat @ 7:23 pm
  <<Primo! C’è un delitto commesso in una stanza ermeticamente sigillata che è realmente sigillata ermeticamente e dalla quale nessuno assassino è mai uscito perchè nella stanza non c’era nessuno. Spiegazioni:
  <<Uno. Non è assassinio, ma una serie di coincidenze che finiscono con un incidente che somiglia a un assassinio. Poco prima che la stanza venisse chiusa c’è stato un furto, un’aggressione, un ferimento, oppure un rumore di mobili che si spaccano che fa pensare a una lotta mortale. Più tardi la vittima viene incidentalmente uccisa o  stordita in una stanza chiusa e si presume che tutti questi avvenimenti abbiano avuto luogo nello stesso tempo. In questo caso la morte è provocata di solito da un colpo in testa presumibilmente con un randello ma in realtà per l’urto contro una suppellettile qualunque. Può essere lo spigolo di un tavolo o il bordo tagliente di una sedia, ma l’oggetto più consueto è un parafuoco di ferro. Il micidiale parafuoco, tra parentesi, uccide gente in un modo che sembra l’assassinio sin dai tempi i Sherlock Holmes. La soluzione più soddisfacente di questo tipo di trama che include un assassino si trova nel Mistero della camera Gialla di Gaston Leroux, il miglior racconto poliziesco che sia mai stato scritto.
  <<Due. E’ delitto, ma la vittima è costretta a uccidersi o a soccombere accidentalmente. Questo può avvenire a causa di una stanza abitata dagli spettri, per suggestione o, più normalmente, per del gas filtrato dall’esterno. Questo gas o veleno fa perdere la testa alla vittima che si abbandona a violenze sfasciando la stanza come se vi fosse stata una lotta, tanto che finisce col morire per una ferita da coltello che si infligge da se stesso. In altre varianti si spacca il cranio con un aculeo del lampadario, o s’impicca con un fil di ferro o arriva perfino a strangolarsi con le proprie mani.
  <<Tre. E’ delitto, per mezzo di un congegno meccanico installato nella stanza e nascosto in un qualunque mobile dall’aspetto innocente. Può essere una trappola preparata da qualcuno morto da un pezzo che funziona automaticamente, oppure che è stata riaggiustata dal killer moderno. Può essere qualche nuova strana diavoleria della scienza di oggi. Abbiamo, per esempio, il meccanismo micidiale dell’arma nascosta nel ricevitore del telefono che spara una pallottola in testa alla vittima non appena questo alza il ricevitore. Abbiamo la pistola con un cordoncino legato al grilletto, che viene tirato dalla dilatazione dell’acqua sottoposta al congelamento. Abbiamo l’orologio che spara quando viene caricato (gli orologi sono ormai comuni) e abbiamo l’ingegnoso trucco della pendola antica che comincia a suonare con un fracasso infernale così che, quando la vittima si avvicina per far cessare il clangore, dalla pendola schizza fuori una lama che le squarcia lo stomaco. Abbiamo il peso che cade dal soffitto e il peso che piomba sul cranio dall’alto schienale di una sedia. C’è il letto che esala un gas micidiale non appena un corpo lo scalda; l’ago avvelenato che non lascia traccia, il…
  <<Vedete>> disse il dottor Fell, puntualizzando le parole col sigaro, <<quando ci troviamo coinvolti in questi marchingegni, siamo nella sfera della situazione impossibile ancora più che non in quella più ristretta della stanza chiusa. Si potrebbe continuare all’infinito, perfino  con i congegni per ammazzare la gente con l’elettroesecuzione. Un cordone elettrizato di fronte  a una fila di quadri. Una scacchiera elettrizzata. Persino un guanto elettrizato. Si può trovare la morte in ogni oggetto dell’arredamento, compresa una teiera. Ma pare che attualmente queste cose non siano usate, perciò continuamo.
  <<Quattro. E’ suicidio con l’attenzione di farlo apparire delitto. Un  uomo si accoltella con un ghiacciolo, il ghiacciolo si scioglie! e poichè nella stanza non si trova nessun’arma, si presume il delitto. Un uomo si spara con un’arma legata a un elastico…l’arma, quando lui la lascia andare, sparisce nel camino, fuori dalla vista. Varianti di questo trucco (non concernenti stanze chiuse) sono state la pistola, attacata a un peso con una cordicella, che dopo lo sparo schizza nell’acqua dal parapetto di un ponte; e, sullo stesso stile, la pistola gettata da una finestra in un cumulo di neve.
  <<Cinque. E’ un delitto che trae il suo problema dall’illusione ottica e dalla personificazione. Così, la vittima, ritenuta sempre viva, è già assassinata dentro una stanza la cui porta  sorvegliata. L’assassino, sia vestito come la sua vittima o scambiato, da dietro, per la vittima, entra precipitosamente nella stanza. E precipitosamente si libera del travestimento ed esce istantaneamente dalla porta sotto le proprie spoglie. L’illusione ottica è che lui, uscendo, si sia semplicemente scontrato con l’altro. Qualunque cosa accada, lui ha un alibi perfetto perchè, quando più tardi verrà scoperto il cadavere, si presumerà che il delitto sia stato commesso dopo che la vittima impersonata dalla vittima impersonata è entrata nella stanza.
  <<Sei. E’ un delitto che, per quanto commesso da qualcuno sul momento fuori dalla stanza, sembra commesso da qualcuno che doveva essere stato dentro la stanza.
 <<Nello spiegarvi questo>> disse il dottor Fell interromendosi bruscamente <<classificherò simile tipo di delitto sotto il nome di Delitto da Lontano o Delitto del Ghiacciolo, dato che di solito è una variante di quel principio. Ho già parlato dei ghiaccioli, capite cosa intendo. La porta è chiusa ermeticamente, la finestra è troppo piccola perchè l’assassino possa passarvi, tuttavia la vittima viene pugnalata nell’interno della stanza e l’arma è introvabile. Be, il ghiacciolo è stato appena sparato dall’esterno come una pallottola…non staremo a cavillare se sia possibile o meno, non più quanto abbiamo fatto per i misteriosi gas a cui ho accennato prima – e si sioglie senza lasciare traccia.
  <<Ma tutto ciò illustra quello che intendo per delitti commessi all’interno di una stanza da qualcuno all’esteno. Ci sono metodi. La vittima può essere pugnalata con la lama sottile di un bastone animato passata tra il fogliame di un gazebo e subito ritirata, oppure può essere pugnlata con una lama così sottile che lì per per lì non si rende nemmeno conto di essere ferita e va in un’altra stanza doe crolla improvvisamente e muore. Oppure viene attirata ad affacciarsi a una finestra inacceibile e dal basso e, dall’alto, il nostro fedele ghiacciolo gli piomba sulla testa fraccasandogli il cranio. Nessun’arma, perchè l’arma è sciolta.
  <<Sotto  quest’intestazione (sebbene potrebbero benissimo essere inclusi nel numero tre) potremmo elencare delitti commessi per mezzo di serpenti o insetti velenosi. I serpenti possono essere nascosti non soltanto in cassapanche e cassaforti, ma anche, molto abilmente, in vasi da fiori, libri, candelabri e bastoni da passeggio. Ricordo una storia divertente in cui la canna d’ambra di una pipa grottescamente scolpitacome uno scorpione diventa uno scorpione vero quando la vittima se la mette in bocca. Poi abbiamo…
  <<Uh, basta! E’ meglio che non divaghi, finirò questa classifica con l’ultima classifica con l’ultima intestazione:
  <<Sette. Questo è un delitto che dipende da un effetto esattamente alla rovescia di quello del numero cinque. Ciò si presume che la vittima sia morta molto prima di quello che è in realtà. La vittima è addormentata (drogata ma illesa) in una stanza chiusa. I colpi alla porta non riescono a svegliarla. L’assassino si fnge molto spaventato, forza la porta, entra per primo e uccide, pugnalando o sgozzando e suggestionando poi gli altri a credere di aver visto qualcosa che non hanno visto. Questo trucco è stato inventato da Israel Zangwill e da allora allora è stato usato in un’infinità di varianti. E’ stato fatto, di solito pugnalando, su una nave, in una casa diroccata, in una serra, in una soffitta, e perfino all’aria aperta…dove la vittima viene fatta inciampare e poi tramortita prima ancora che l’assassino si chini si di lei. Così…>>
 
                                                                          Le tre bare di John Dickson Carr

28 luglio 2009

Il primo collettivo del I G

Filed under: Uncategorized — thanat @ 3:16 pm
Quello che state per leggere è il verbale del primo collettivo dello storico I G. Non so perchè, ma io lo trovo molto divertente. H
 
Collettivo                10/31/2004     Liceo Righi, Roma.
 
Argomenti del collettivo:
-Viaggio
-Supplementi scolastici
-Questione Thanat
-Bacheca
-Calendario Iraq
 
CICIANi: Viaggio tra 6-5 giorni, devo scrivere quello che dice Ciciani. Ragazzi siamo sotto verbale. Allora, ah ragà, la prima sarebbe  un viaggo a Budapest. Allora ci sta un’altra a Barcellona, a Praga, a Budapest.
Chiara che parla. Chiasso  in classe.
PARISI: I supplementi scolastici sono gli armadietti.
FENZI:  Parliamo prima del viaggio.
GENNARETTI: Chiede il silenzio con la forza.
BAZZICALUPO. Sarebbe questo il viaggio?
FENZI: Non dobbiamo fare…
CICIANI: Siamo al verbale
PARISI: Silenzio Gennaretti!
GENNARETTI: Donato sta dando fastidio.
PARISI: Parliamo del supplemento scolastico. Parliamo della questione Thanat. Se facciamo casino
Chiara sta disturbando e pure Artibani.
CICIANI: …
PORTARO: Propone dentro lo stato europeo.
SCHIAVONE: Disturba.
DE MAJO: Fare gita non troppo lontano.
SABELLI: Decide Firenze.
GENNARETTI: Viaggio sulla Geografia, Storia. Con l’aereo o con il treno.
CICIANI: Propone aereo.
GENNARETTI: Chiede se ci sono degli sconti.
CICIANI: Propone Praga. Quali supplementi scolastici?
PARISI: Parliamo dei supplementi scolastici.
FENZI: Propone per gli armadi
-OROLOGIO
-ARMADIO (ARMADIETTO)
PARISI: Chi deve parlare, parli con noi.
CICIANI: A proposito del calendario. Ci sta una persona che sta pubblicando un calendrio sull’Iraq e compriamo il calendario sull’Iraq.
PARISI: Parliamo della questione Thanat.
Chi è contrario al calendario.
I soliti 4 idioti danno fastidio: Artibani, Dell’Atti, Di Pardo, Mazzoni.
DI STEFANO: Sta cercando di zittire la classe.
CICIANI: Artibani vuole un computer di classe. Chi è favorevole. Bastano 500 euro diviso 25.
DELL’ATTI: Chiede a cosa serve un computer.
GENNARETTI: Chi è favorevole: 4 favorevoli. Non si compra il computer.
PARISI: Sono due ore che dobbiamo parlare della questione Thanat.
CICIANI: Vuole mettere dei pannelli.
PARISI: Parliamo della questione Thanat.  Non tutti vogliono Thanat come rappresentante e non fa bene il suo lavoro. Si propone di fare un’altra votazione.
THANAT: Chiede cosa non ha fatto.
ANTONIO: Sono contro Thanat.
MARIO: A favore di Thanat.
FRANCESCO: A favore di Thanat, secondo lui.
CICIANI:  Perchè è nata la questione Thanat?
CICIANI: Poichè Thanat non chiesto il collettivo.
L. DI STEFANO: Una persona dovrebbe essere cacciata perchè non ha chiesto il collettivo.
RIMANE: IIIIIIIIIIII
VA VIA: IIII
PARISI: Dice che stiamo facendo casino.
GENNARETTI: Praga non va bene.
M.S: Perchè?
CICIANI: In Grecia costa tanto perchè ci sono le olimpiadi.
PARISI: Propone Turchia. Turchia, Praga, Barcellona.
SIMONA: Facciamo a votazione.
PARISI: Propone Parigi perchè è disponibile.
SABELLI: Togliamo la Turchia.
PORTARO: Non proponete troppi posti per l’euro. (Dove non c’è l’euro)
L. DI STEFANO: Dice che Parisi dovrebbe sedersi.
A. DE MAJO: Propone Monte Carlo.
L. DI STFANO: Viaggio scolastico.
CICIANI: Stiamo studiando il posto. 1 motivo.
 
Proposte:
PRAGA: II
TURCHIA: II
BARCELLONA: IIIIIII
VIENNA BUDAPEST: I
PARIGI: IIIIIIIIIII
 
PARISI: Antonio non ha votato.
BATTISTEL: Vuole una spiegazione sulle città.
Vince Parigi.
PARISI: Se non è possibile andare a Parigi, andiamo a Barcellona.  E’ più conveniente andare a Parigi, c’è l’euro. Molte di queste persone sono state a Parigi. La votazione non vale.
CICIANI: Zitti tutti alla classe.
PARISI: Chi vota Parigi, alzi la mano.
CICIANI: Propone di andare a Verona.
DE MAJO: Propone di un viaggio per motivi culturali.
PARISI: Propone di fare la settimana bianca al prossimo consiglio di classe. Si va in settimana bianca!!!
                                         
                                               FINE COLLETTIVO ore 9.00

19 luglio 2009

Severus Piton è in realtà Renato Zero

Filed under: Uncategorized — thanat @ 2:18 pm
Fin dal primo film, Harry Potter e la pietra filosofale, io ( e non solo l’unico) mi sono accorto una certa somiglianza tra Severus Piton, interpretato da Alan Rickman, e Renato Zero. Secondo me, loro due sono la stessa persona.
Ognivolta che guardo questo video mi metto a ridere. Il triangolo no cantato da Piton alias Renato Zero. Troppo divertente il triangolo amoroso tra Harry Potter, Severus Piton e Remus Lupin.

13 luglio 2009

I nomigni che Sawyer da ai vari personaggi di Lost

Filed under: Uncategorized — thanat @ 1:24 pm

Kate: Lentiggini; Thelma; Calamity; Pippi Calzelunghe; Bimba; Faccino Bello; Cacciatrice; Reginetta della Festa; Magellan

Jack:  Doc; San Jack; Amarillo Slim; Cowboy, Dottor Sorrisini, Ciccio Bello; Chico; Mano Fredda; Mosè ; Sundance; Dottore; Sceriffo; Tex Willer

Sayid: Abdul; Al Jazeera; Ali; Capitan Arabia; Berretto Rosso; Capitan Felafel; Omar; Mohammed, l’Iracheno; Bos; Genio

John: Mastro Lindo; Bruto; Johnny Stampella; Dave Crockett; Tarzan; John-boy; Colonnello Kurtz; Johnny; Bastardo Pelato

Hurley: Magilla Gorilla; Jabba; Lardo; Jumbo; Dumbo; Cicciottello mio; Ciccio; JumboTron; Snuffy; Valanga; Grimace; Uomo Paffuto; Basettoni, Porcellino, Prosciutto; Casa della frittella; Cucciolone; Montezuma; Chicken Little; Bonzo; Kong

Michael: Han, Mike; Capo

Jin: Kato; Chewie; Chewbecca; Bruce Lee; Paparino; Jin Sr.; Signor Miyagi; Papa-san; Muso Giallo; Jin-Bo; Coreano taciturno

Sun: Sole d’Oriente; Betty 

Jin & Sun : La tigre e il dragone

Shannon: Stecchino

Charlie : Oliver Twist; Munchkin; Jiminy Cricket; Grillo Parlante; Nano Britannico; Tatù

Claire: Barbie; Mamacita; Dolcezza

Ethan: Uomo della giungla 

Ana -Lucia: Bocca caliente; Pochaontas; Muchacha, Dolcezza, Zuccherino 

Mr. Eko : Tyson

Libby: Raggio di Luna

Ben: L’artista precedentemente noto come Henry Gale; Joda; Gizmo; Capitan Ammazza conigli

Alex: Sheena; Lollipop; Sorella; Lecca Lecca; Sally la fionda

Karl: Cheech; Bobby; Zombie

Paulo: Zorro; Pablo 

Nikki : Nina 

Roger : Skeletor 

Sayid, Kate Lock, Danielle : A-Team

Charlie, Hurley, Aaron: Tre uomini e una culla

Anthony Cooper: Paparino

Cassidy: Fossette

Miles: il Bruce Lee del cargo; Jacky Chan; Banzai; Parlo con la gente morta; Enos 

Aaron : Gengis 

Lapidus : Shaggy; Kenny Rogers; Sacco di pulci 

Pickett : Padrone "naso rotto" 

Neil : Frogourt 

Daniel Faraday : dr. Wizard; Platone; Scienziato pazzo; H.G.Wells 

Charlotte : rossa 

Richard Alpert : il tipo con l’eyeliner

9 luglio 2009

Un esame di merda

Filed under: Uncategorized — thanat @ 7:56 pm
Ipotizziamo che sei uno studente di Lettere e sei in un periodo di esami. Ne hai già fatto qualcuno come Storia contemporanea, meglio nota come M-STO/04. Questa non ti sembra un’università, ma un’agenzia di spie con i vari nomi in codice. Comunque sia, devi dare l’esame di L-FIL-LET/14 cioè letteratura. Un’esame di merda perchè non lo vorresti dare e sopprattuto sai già che andrà male. Non hai mai seguito la lezione (in realtà eri presente in aula, ma cazzeggiavi invece di sentire il professore). Decidi di fare l’esame per il secondo appello e così chiedi agli altri la domanda dell’esame. Scopri che l’esame consiste in un tema su due libri: Giro di vite di Henry James e Body Art di Don DeLillo. Il primo ti va bene, ma il secondo ti sembra una palla assurda (devi leggerlo due volte per comprendere la storia). Arriva il giorno dell’esame e non sai un cazzo. Che cosa fai? Decidi lo stesso di dare l’esame.  Il professore dice a tutti di prendere e il foglio a protocollo con cui fare l’esame. Inizia l’esame e tu non sai come iniziare. Arriva il colpo di fortuna e il professore esce dall’aula e ritorna dopo dieci minuti (farà la stessa cosa per tutte le due ore di esame). Quando il professore esce , tutti con i fogliettini in mano e i libri sotto gli occhi. Nonostante ciò, non hai la minima idea di come iniziare. Allora, ti metti a chiaccherare insieme ai tuoi colleghi e avviene  uno scambio di idee. Finalmente inizi a scrivere. Sai che inizi a scrivere una marea di minchiare, ma non ti importa perchè l’unica cosa che conta è scrivere qualcosa. La minchiata più assurda è stata quella di fare un collegamente tra Matrix con Giro di vite e Body Art. Dopo due ore hai finito l’esame. Ora non resta che aspettare  i risultati dell’esame che sicuramente non hai passato.
Passano due settimane e finalmente escono i risultati, proprio il giorno prima del terzo appello, così chi non l’ha passato ha solo un giorno per prepararsi per ridare l’esame. Questo non è un problema perchè nessuno è stato bocciato. Guardi i risultati e scopri che hai preso 30. E così non ti puoi lamentare che è un esame di merda perchè hai preso il voto più alto, be, non tanto alto visto che due persone hanno preso 30 e lode.
 
Riuscite a trovare un collegamento tra Matrix e Giro di vite di Henry James?
 
 

23 giugno 2009

Storia di un attore

Filed under: Racconti — thanat @ 8:49 pm
Non c’è bisogno che mi presenti. Il mio nome l’avrete letto sicuramente su qualche giornale o su una rivista o su internet. Sono famoso. Perchè? Sono un attore. Amo recitare e ho fatto di questa passione una professione.
Ricordo ancora il mio primo ruolo: l’albero in una recita delle elementari. Certo, era un ruolo di merda, ma almeno capivo come era recitare davanti a tante persone. Era una bella sensazione. Da quel momento decisi che da grande avrei fatto l’attore. Passai tutti i miei pomeriggi a recitare famosi monloghi teatrali che cinematografici. I miei genitori che mi sentivano parlare da solo in camera pensavano che fossi pazzo. Il mio punto di riferimento era un grande attori: Jack Nicholson. E’ bravissimo nell’espressione facciale  e vorrei ricordare il suo Jack Torrance in Shining e Joker nel Batman di Tim Burton.
Al liceo, fin dal primo anno incominciai il laboratorio teatrale. Così, imparavo cose nuove e interessanti. Durante l’anno si lavorava sopprattutto sullo spettacolo di fine anno a cui tutta la scuola assisteva. Ogni incontro era fatto di due ore: nella prima si facevano i classici esercizi per la voce e il corpo e nella seconda si facevano le prove. Mi divertivo, ma sopprattutto facevo esperienza di cose nuove. Continuamo le prove per tutto l’anno. Il nostro eraun bel gruppo teatrale perchè c’era ognuno proveniva da classi diversi, dal primo al quinto. Arrivò il giorno dello spettacolo che facemmo in un teatro. Essendo uno del primo, non avevo un ruolo da protagonista. Non mi importava. Quello ch contava era di stare su un palcoscenico davanti al pubblico. Dopo il merda, merda, merda, lo spettacolo cominciò. Durante lo spettacolo io non ero me stesso, ma il personaggio. Capii in questo modo che l’attore è colui che diventa un’altra persona. Finito lo spettacolo, ricevetti i miei primi applausi. Continuai a fare il laboratorio teatrale fino a quando non uscii dal quinto. All’ultimo spettacolo ricevetti il mio primo ruolo da protagonista ed ero felice. Durante tutti gli anni del liceo ero famoso in tutta la scuola: ero conosciuto sia dagli studenti che dai professori. Avevo ormai deciso: dovevo divenatare un attore professionista.
Dopo la maturità cercai di entrare in varie accademie di arte drammatica. Feci vari tentativi, ma alla fine ci riuscii. Ebbi così modo di conoscere persone che avevano la mia stessa passione. Se ben ricordo, molte di loro sono diventati attori. Studiai all’accademia, ma allo stesso tempo lavoravo. La mia stessa scuola, riconoscendomi la mia bravura, mi aveva richiamato chiedendomi se volevo condurre un laboratorio teatrale poichè il vecchio insegnante se n’era andato. Accettai perchè mi piaceva questo lavoro. In questo modo pagai i miei studi.
Uscito dall’accademi iniziai a lavorare in una compagnia teatrale. Per anni facemmo vari spettacoli.  Oramai ero un attore professionista. Dopo dieci anni in teatro decisi di provare ad entrare nel cinema. Feci vari provini, ma venni sempre scartato. Iniziai allora con una produzione indipendente. Il film vinse vari festival  e venne distribuito nei cinema. In questo film io ero il protagonista. Il pubblico aveva ormai apprezzato la mia recitazione. Da allora sono diventato un attore famoso e venni chiamato dai più grandi registi. Venni chiamato anche dalle produzioni estere. La mia fama era ormai mondiale.
Questa è la mia storia. La storia di un attore.
 
 

20 maggio 2009

20 maggio

Filed under: Uncategorized — thanat @ 9:10 pm
Il 20 maggio è un giorno particolare. Non solo perchè il Piemonte passa al digitale, ma perchè in questo giorno ho preso delle decisioni. Sarò che oggi non mi sento al settimo cielo, ma a volte rifletto, anche se non sembra.
Nella metro per andare all’università sono spensierato. Per distrarmi leggo un libro, il secondo volume della antologia di racconti di fantascienza curata da Asimov. Sto leggendo il penultimo racconto quando sento una musica. E’ uno dei tanti musicisti che si trovano nella metropolitana. Canta con chitarra prima Let it be dei Beatles e poi L’isola che non c’è di Bennato. La musica mi allieta tantissimo. Prima di uscire do qualche spiccio al musicista. Mi ha aiutato in un certo senso: ho capito che dovrei riprendere in mano la chitarra e/o toccare i tasti di un pianoforte. La musica ti aiuta sempre nei momenti più difficili. E continuo a prendere altre decisioni. Mi sarei impegnato tantissimo nell’università e poi dopo avrei provato ad entrare in una scuola di cinema, come il Centro sperimentale di cinematografia. Credo di farcela. Ho capito che se non si vuole essere dei perdenti, bisogna impegnarsi al massimo. Poi, pensavo di fare qualche attività extra-universitaria per fare esperienza. Allo stesso tempo disegno. In questo periodo lo faccio tantissimo. Spesso, faccio vedere il disegno a qualcuno e sono contento quando riconoscono il soggetto. Questo vuol dire che il disegno è venuto e sono piuttosto bravo. Continuo a disegnare fino diventare un bravo disegnatore esperto. Chissà, potrei diventare il nuovo Frank Miller, anche se esiste già una sorta di versione italiana di Sin City (si chiama Cacciatori delle tenebre scritto da Giancarlo Carofiglio e disegnato dal fratello Francesco Carofiglio, che poi quest’ultimo è pure regista). In uno dei tanti miei possibili futuri potrei diventare un disegnatore di fumetti e così ho creato un blog, conlo stesso nome di questo, La ragnatela inagrbugliata, dove pubblico i miei disegni nella speranza che qualcuno li noti. Già in due mi hanno detto che potrei fare il rittrattista a Piazza Navona e pensavo di prendere effetivamente in considerazione questa cosa…devo solo diventare più bravo. Piazza  Navona arrivo. A proposito di artista di strada, pensavo seriamente di fare un corso di clowneria. Quando mi è venuta questa brillante idea? Be, quando ho fatto il laboratorio di clowneria e ho pensato, poichè sono un coglione nato, perchè non sfruttare questa cosa per divertire la gente??  Così, farei allo stesso tempo l’università, ma anche questo corso di clownerie alla scuola romana di circo. E c’è una cosa che mi manca tantissimo: fare teatro. Adoravo fare laboratorio di teatro, andare sul palcoscenico, recitare, il momento in cui si dice Merda, merda, merda e così via. Mia sorella mi ha sempre detto che sono un attore nato. Inoltre, il teatro mi ha aiutato moltissimo a sconfiggere la mia timidezza. Penso che a settembre mi informerò per qualche laboratorio di teatro. Poi, penso veramente di iniziare a fare palestra. Chi mi vede pensa che sia anoressico e che mangi pochissimo, mentre invece è il contratrio: sono uno buongustaio che mangia di tutto. In estate, penso che comincerò a scrivere il mio primo libro, avevo in mente un thriller. Tra uno studio e l’altro penso di farcela. A proposito di scrivere, a breve scriverò la mia prima sceneggiatura per il mio cortometraggio di cui sarò regista. Quante cose che voglio fare, ma le voglio fare perchè penso che uno debba fare cio che gli piace.
Perchè oggi non mi sento al settimo cielo? Se c’è una cosa che ho capito dall vita è che le ragazze sono delle stronze, be, non tutte. Ma questa è un’altra storia.
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