9 luglio 2008 è una data da ricordare.
Vengo riconosciuto ufficialmente come uno scrittore. Anzi, come un giovane scrittore. Perchè? Sono arrivato terzo a un concorso letterario.
Il concorso era dedicato a racconti che sappiano narrare di scienza. Un esercizio letterario, di scrittura creativa che contenga nella trama un elemento scientifico.
Si doveva scrivere un racconto di 20.000 battute (10 cartelle circa), ma il mio racconto era lungo due cartelle.
Il premi assegnati erano questi:
1° classificato un premio del valore di 1000 euro
2° classificato un premio del valore di 500 euro
4 menzioni d’onore del valore di 250 euro
Notate niente di strano? Ecco, manca il terzo premio. E’ questo è il particolare buffo di tutto ciò, ma questo verrà spiegato tra poco.
Allora, dopo aver saputo che il primo premio è di 1000 euro, decido di partecipare al concorso. Do la mia partecipazione alla Bajo visto che questo concorso era dedicato agli studenti delle scuole superiori. A questo concorso partecipavano7 istituti di Roma, tra cui il Tasso e il Righi. Inoltre, in concorso prevedeva degli incontri di laboratorio di scrittura creativa per aiutarci a scrivere il racconto.
Il primo incontro è al Campidoglio, ma non riesco ad andarci perchè ero appena ritornato dai cento giorni ed ero stanco.
Il secondo incontro si tiene al Tasso, ma non riesco ad andarci perchè non me lo ricordavo.
Il terzo e ultimo incontro è l’unico a cui partecipo e si tiene nell’aula magna del Righi. In questo incontro i ragazzi dicono le proprie idee (io ero uno dei pochi che non aveva idee visto che era il primo incontro a cui partecipavo) e i relatori cercano di aiutare i ragazzi a migliorare il racconto. Tutte le idee degli altri che sento vertono su questo: il significato filosofico della scienza. Io sono anticonformista e decido di andare sul semplice. Da adesso ho circa un mese per scrivere il racconto.
L’idea per il racconto mi viene circa una settimana prima della scandenza. Nei giorni che seguono incomincio a scrivere il racconto. Ho da studiare 10 pagine di filosofia per domani? Chi se ne frega, io scrivo il mio racconto. Finisco il racconto il giorno prima della scadenza cioè 15 maggio. Lo faccio leggere a tutti e mi aiutano a migliorare il racconto. Così, il giorno stesso della scadenza mando il racconto.
Passa circa un mese e mi arriva l’email di cui ho già parlato.
La premiazione si tiene il 9 luglio a Villa Miani. Prima c’è un cocktail in attesa che arrivino tutti gli ospiti, poi c’è la premiazione vera e propria. I vincitori del concorso vengono premiati insieme ai vincitori ufficiali del 6° premio Merck Serono, tra cui Paolo Giordano, l’autore de La solitudine dei numeri primi. Infine c’è stata una cena. Una vera serata di gala con 400 invitati.
I premiati ricevono un assegno e un targa. Ci sono stati sette premiati invece di sei. Ci sono stati primo e secondo classificato e quattro menzioni d’onore. A questo si è aggiunto il terzo classificato cioè io.
Avevano apprezzato tanto il mio racconto che avevano deciso di assegnare in terzo premio non previsto. Cito testualmente le parole che si trova all’introduzione dei 49 racconti "Consideri un segno decisamente positivo il fatto che la giuria abbia dovuto discutere per assegnare i premi, e che per trovare un felice puntodi equlibrio abbia dovuto chiedere alla Merck Serono di aggiungere ai due inizialmente previsti un terzo premio." Capite? La giuria l’aveva fatto per me. Per questo motivo io considero il mio terzo premio come un premio speciale: 350 euro.
Allora il primo e secondo classificato sono due ragazze del Tasso e tutte e due si chiamano Giulia. Poi, c’è il terzo classificato che sono io del Righi. Tra le varie menzioni d’onore c’è ne una del Plinio.
Questa esperienza mi ha fatto capire che devo credere di più in me stesso. Posso credere nel mio più grande sogno: sfondare nel mondo del cinema. La strada per diventare regista non è lontana. Parola di un giovane scrittore.