Così, il "sogno" è giunto alla fine. Quale sogno? Il sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare che è stato è portato in scena dal 15 al 21 marzo al Teatro Colosseo per la regia di Guido d’Avino.
Nonostante dolori, siamo riusciti an andare in scena. Durante le prove lavoravamo sempre separati e solo verso la fine abbiamo una fatto la prova generale tutti insieme. Non dimentichiamoci dei mitici gruppi dei personaggi: quello dei morosi (Teseo, Hyppolita, Demetrius, Lysander, Ermia, Elena, Egeus e del mitico Filostrate), quello dei comici (Bottom, Quince, Flute, Snout, Starveling e Snug) e dei magici (Oberon, Titania, Puck, Fatina e tutte le fate).
Non sono sicuro che quello che ho fatto sia stato Sogno di una notte di mezza estate, ma direi più Porno di una notte di mezza estate. Questo è stato il sopprannome che abbiamo dato al nostro spettacolo poichè c’erano molti riferimenti a sfondo sessuale. Da citare le rime di Ermanno alias Lysander: Son testardo come un mulo, quando il tuo…sorriso oppure non ti voglio come amica, ma voglio solo la tua…amore. Il bello che all’ultima un bambino ha pure commentato dicendo che non faceva rima.
Era da anni che non facevo teatro e con questo Sogno di una notte di mezza estate ho ritrovato la voglia di recitare perchè mi diverto troppo. E’ bellissimo stare su un palcoscenico davanti a tutti, sentire le risate del pubblico e ricevere gli applausi. Per me fare teatro è divertente e anche utile poichè sono un ragazzo molto timido. Anche se studio per diventare regista, spero di avere altre occasioni di recitare.
Avrei ancora tante cose da dire sul questo "sogno", ma sono talmente tante che non c’è spazio. Posso dire che con questa esperienza teatrale ho scoperto una cosa nuova, gli scherzi di scena. Questo concetto mi era sconosciuto poichè al laboratorio teatrale che avevo fatto al liceo non ce l’avevano mai spiegato. In pratica, gli scherzi di scena sono quegli scherzi, come dice la parola stessa, che si fanno quando si è in scena e non tutti sono a conoscenza dello scherzo come l’attore che è la vittima dello scherzo e il regista. Ecco alcuni scherzi che abbiamo fatto all’ultima che peraltro sono stati molto apprezzati dal pubblico. Quando c’è stata la scena di Bottom con le fate, c’era una fata in più cioè Solange alias Giovanni e questo scherzo è stato molto divertente poichè fa ridere vedere un uomo che fa la fata. Ecco un altro scherzo di cui è stata vittima sempre Giuseppe alias Bottom: nell’ultima scena quando Bottom nella parte di Piramus recita il suo monologo e dice "venite lacrime", ha ricevuto un po d’acqua in testa (anche se lo scherzo originale era dargli una secchiata d’acqua, è stato divertente lo stesso) e poi dopo aver detto la battuta "fuori spada", ha aggiunto "voglio anche maschera e boccaglio". Poi nell’ultima scena tra Oberon e Titania c’è stato lo scherzo più divertente di tutto lo spettacolo: il fanciullo indiano. Io, vestito solo con un pannolone, sono entrato a buffo quando Oberon cita il fanciullo indiano. In quel momento tutto il pubblico ha riso per quello scherzo. Il nostro Sogno di una notte di mezza estate è unico perchè perchè penso che finora aveva pensato a uno scherzo del fanciullo indiano. Tra qualche anno gli attori si ritroveranno a fare una rimpatriata e si parlerà del fanciullo indiano.
Anche se il "sogno" è giunto alla fine, non ci perderemo di vista. Magari si farà ancora qualche spettacolo insieme. Con il regista si pensava di fare un secondo laboratorio teatrale mettendo in scena Molto rumore per nulla. Sono ancora indeciso, ma mi piacerebbe moltissimo. Voglio ringraziare i miei compagni di avventura: Giuseppe B., Giuseppe C., Giovanni, Michele, Ermanno, Manuel, Daniele, Luca, Vania, Giulia, Serena, Lilly, Eva, Olimpia, Aurora, Micol, Lia e Nunzia.
Il titolo del post fa riferimento a una battuta del Sogno di una notte di mezza estate. La battuta in questione viene detta da Manuel alias Demetrius nell’ultima scena dopo che Teseus dice "Il Chiaro di Luna e il Leone rimangono seppellire i morti" e subito Demetrius che commenta "Sicuro, e c’è anche il muro". Non si sa per quale motivo, ma questa è diventata la battuta cult di tutto lo spettacolo.
Ecco la musica o meglio dire la canzone con cui finisce il nostro Sogno di una notte di mezza estate: Life is life dei Laibach.