Benvenuti nel mondo reale

30 marzo 2009

Lost e One Piece

Cosa hanno in comune il noto telefilm Lost e l’anime One Piece, conosciuto in Italia con il nome di All’arrembaggio? E’ una cosa buffa e divertente.

Leggo sulla Repubblica di oggi l’articolo su un libro che si intitola “La filosofia di Lost” di Simone Regazzoni, già autore de “La filosofia del dottor House”. Non solo la tv  è diventata oggetto di studio dei filosofi (come scordarsi la filosofia dei Simpson), ma anche il cinema con Matrix, che è stata la mia tesina di maurità. Ritornando a Lost,  questo telefilm può essere definita una fiction filosofica.

L’isola è una metafora di Dio. Tutti i personaggi della serie cercano una risposta, una verità. Questa isola è un’entità che nega il mondo esterno ed è una gabbia per i naufraghi. Nonostante ciò, i losties proseguono la loro ricerca della verità in tutte le stagioni di Lost. Da ricordarsi che la maggior parte dei personaggi di Lost prendono il loro nome dai grandi pensatori della storia, dai filosofi ai matematici: Hume, Locke, Faraday, Rousseau, Burke, Kelvin…

Allora, adesso arriviamo a questa cosa comune di Lost e One Piece.  Dovete sapere che uno dei personaggi principali della serie si chiama John Locke come l’omonimo filosofo inglese.  Alla fine della quarta stagione vediamo una bara dove giace il corpo di John Locke con il nome di Jeremy Bentham, sempre da un’altro filosofo inglese. Se andate a leggere la pagina dedicata a questo pensatore inglese su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Bentham, c’è scritto “Se stai cercando il personaggio di One Piece, vedi Bentham (One Piece). ” Io mi chiedo chi possa essere questo Bentham di One Piece visto che colleziono questo manga e non l’ho mai sentito parlare. Ebbene, Bentham è il vero nome di Mr Two Von Clay, uno degli agenti della Baroque Works cioè i cattivi della serie. Mr Two, l’unico gay della serie, alla fine diventa buono e aiuta la ciurma di Cappello di paglia a fuggire dalla marina.

Sotto potete vedere i due Bentham.

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27 febbraio 2009

Death Note

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“The human whose name is written in this note shall die” è la principale e prima regola del Death Note. Il quaderno della morte è l’elemento principale di questo anime: Death Note, tratto dall’omonimo manga.
Uno shinigami, nella cultura giapponese un dio della morte, lascia cadere il proprio quaderno della morte nel mondo degli umani. Light, uno studente liceale molto intelligente, ritrova il Death Note. Attraverso questo quaderno si può uccidere una persona conoscendone il nome e il volto. Il quaderno verrà usato da Light per uccidere i criminali e creare un nuovo mondo dove non ci siano malvagi. Iniziano così i delitti di tutti i criminali, anche quelli in carcere. Kira, pronuncia giapponese di killer, è la nuova identità segreta di Light Yagami, figlio di un poliziotto giapponese. A contrastare Kira c’è un misterioso detective di cui nessuno conosce il nome e il volto e si fa chiamare L. Tra Kira e L inizia un duello psicologico e ognuno dovrà scoprire l’identità dell’altro.
Questo anime un capolavoro. Death Note è un giallo psicologico dove l’assassino è così
intelligente da non fare nessun errore perchè ragiona e fa deduzioni da detective. L, che nella versione italiana diventa Elle, è un personaggio ben caratterizzato ed è anche uno dei miei personaggi preferiti.
Death Note è un thriller animato composto da 37 episodi. A mio parere l’anime doveva finire con il 25 episodio e, se seguite l’anime, capirete il perchè. Di Death Note sono stati fatti tre live action: due seguono la storia originale del manga e dell’anime e il terzo è uno spin-off con protagonista L.
A proposito di live action, gli americani vogliono fare un remake con Zac Efron che interpreta Light.
Ogni martedì alle 22.00 su Mtv c’è un episodio di Death Note.

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