Benvenuti nel mondo reale

6 Marzo 2009

Susanna

Susanna

Non se tutti conoscono questo genere cinematografico: la screwball comedy. Essa può essere definita la madre dei film demenziali che vediamo al cinema di oggi, da quelli di Ben Stiller a quelli dei fratelli Farrelly (Tutti pazzi per Mary è nata dalla screwball comedy).  Così, potremmo definire Susanna (titolo originale: Bringing Up Baby) di Howard Hawks una delle prime commedie demenziali.
David Huxley è un zoologo che spera di trovare finanziamenti per il suo museo e nel giorno che sta per sposarsi con la sua fidanzata, incontra una ragazza allegra e lunatica, Susanna. Lei è un’ereditiera e David, nonostante non abbia voglia poichè si deve sposare, la deve seguire per via di un leopardo, il Baby del titolo originale. Da qui si susseguono delle scene divertenti come quella dove David si veste da donna oppure quella in cui segue un cane comportandodosi come il cane stesso. Come scordarsi la scena madre dove tutti i personaggi del film si ritrovano nelle celle con un cane e due leopardi.
A rendere comico questo film del 1938 è sopprattutto l’interpretazione dei due attori protagonisti, Cary Grant e Katherine Hepburne, rispettivamente David e Susanna. Lei è bravissima a interpretare questo personaggio, il miglior personaggio di tutta la storia del cinema perchè dova va lei accade sempre qualcosa di imprevisto e divertente. Anche Cary Grant è perfetto per interpretare un personaggio comico: all’inizio  David è il personaggio più serio di tutto il film, anche se alla fine è costretto ad ammettere che si è molto divertito con Susanna perchè gli ha mostrato il lato scanzonato della vita. Tutti i personaggi del film, compresi David e Susan, sono tutti rimbambiti e matti: la zia di Susan che aspetta di ricevere con ansia il leopardo da compagnia, il maggiore amico della zia che si mette a fare i versi, il giardiniere ubriaco, lo sceriffo scemo… Le battute sono di uno spasso incredibile e le scene sono davvero surreali. Il film è bello e divertente.
Grazie Howard Hawks per averci regalato questo capolavoro.
Se siete tristi  o se volete fare qualche semplice risata, il film vi farà sorridere perchè mostra un mondo scherzoso. Anche se è un  film del 1938, rimarrà uno dei più film divertenti nell storia del cinema.
Curiosità: nella scena dove si veste da donna lui afferma di essere gay, ma nella versione italiana la parola gay diventa pazzo. Perchè? Rimarrà un mistero.
Voto:10/10

22 Gennaio 2009

Il cavaliere oscuro

Un tema molto ricorrente ne Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan è il tema del doppio, presente anche in un precedente film del regista (The Prestige).

C’è un forte dualismo tra Batman e Joker, rispettivamente il cavaliere della giustizia e il cavaliere  del caos. Il primo è un eroe e agisce secondo delle regole, il secondo è un criminale e non ha regole. Razionalità contro follia. Non possono fare a meno dell’altro e non possono eliminarsi tra di loro: Batman non uccide Joker perchè non è un assassino e quest’ultimo non elimina l’eroe di Gotham perchè senza di lui non si divertirebbe e finirebbe solo per annoiarsi. Il motivo per cui Bruce Wayne compie la sua crociata contro il crimine è la morte dei suoi genitori. Joker non fa il criminale per soldi o per il potere, ma per l’anarchia. Il suo scopo è portare caos e follia.  In Joker è racchiusa tutta la follia che è presente in ognuno di noi e che teniamo sempre nascosta.

Harvey Dent è il doppio per antomasia. Egli è il procuratore di Gotham e si candida per le elezioni con il motto “Io credo in Harvey Dent”. Sconvolto dalla morte di Rachel Dawse diventa il criminale Due Facce. Tutte le sue scelte sono affidate al lancio di una moneta, sopprattuto quando deve uccidere qualcuno. In Harvey Dent è racchiuso il bene e il male perchè ogni persona buona può essere cattiva e viceversa. Il bene non può vivere senza il male. Due Facce è il male, Harvey Dent è il bene.

I paladini di Gotham sono l’eroe mascherato Batman è il procuratore Harvey Dent. Il primo è un fuorilegge, il secondo agisce secondo le leggi essendo un avvocato. Amano la stessa donna. Entrambi verranno sconfitti da Joker perchè Batman diventa il cavaliere oscuro braccato dalla polizia e Dent diventa il criminale Due Facce. E’ interessante notare che sia Harvey Dent che Batman pronuncino la stessa battuta “O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo” e che questa cosa sia applicabile per entrambi.

Tutta la storia ruota intorno a questi tre personggi: Bruce Wayne/Batman, Harvey Dent/ Due Facce e Joker. Il cavaliere oscuro non è più il classico film di superoi dove c’è lo scontro tra il bene e il male. Il vero protagonista non è Batman, ma Joker, interpretato da un bravisimo Heath Ledger, nominatato per un oscar postumo. Il miglior film dell’anno.

Consiglio di guardare il film in lingua originale perchè: primo, il doppiatore di Bruce Wayne/Batman, Claudio Santamaria, fa schifo e secondo, per godere meglio la splendida interpretazione di Heath Ledger.

14 Dicembre 2008

Arriva Dragonball Evolution

Il 10 aprile esce in Italia il film Dragon Ball The Movie con il titolo di Dragonball Evolution, due giorni dopo l’uscita in America. Dragonball Evolution è un live action cioè un film girato dal vivo con attori come Justin Chatwin (Goku) e Emmy Rossum (Bulma). Il regista è James Wong, che ha scrittla sceneggiatura del film rifacendosi alla saga di Piccolo. La pellicola è una rivisitazione del manga e anime Dragon Ball poichè il film è ambientato in America e Goku è studente liceale. Alcuni attori noti in questo cast: Chow Yun Fat (La tigre e il Dragone) e James Masters (Buffy) che interpretano rispettivamente il genio delle Tartarughe e Piccolo (noto nel cartone come Junior). I combattimenti visti nel trailer ricordano vagamente quelli di Matrix. Spero solo che nell’edizione italiana non facciano diventare l’onda kamehameha in onda energetica come nell’anime. Ecco il trailer del film.  Per maggiori informazioni potete andare sul sito del film http://dbthemovie.com/.

24 Novembre 2008

Si può fare

Si può fareNello, un sindacalista, diventa un direttore di una cooperativa di matti, o meglio dire i diversamenti abili, che si metterà a costruire i parquet. Nonostante lo scettiscismo iniziale dello psichiatra, la cooperativa riesce ad avere successo. La cooperativa partita da poche persone cresce perchè si leva i matti dal manicomio, il posto più terribile che ci sia. Questa storia potrebbe essere una favola, ma non è così. Il film ci racconta una realtà, quella dei manicomi. Tutta la storia prende spunto dalla legge Basaglia e, se notate bene nel film, il nome della cooperativa è 180 per via della legge.

Il film di Giulio Manfredonia vuole farci capire che i matti, anzi non voglio usare questa parola, i diversamente abili sono degli esseri umani come noi e tali devono essere trattati. Nello, interpretato da Claudio Bisio, non è un medico, ma crede di poter guarire i diversamente con il lavoro affinchè vengano reinseriti nella società, quella società che disprezza i matti.

Si può fare è molto divertente, sebbene ci sia una scena triste. Quasi tutta la comicità del film si basa su questi diversamente abili (da ricordare il presidente o il signor Ossi). Da ricordare una scena dove Nello porta i matti a “divertirsi” con le prostitute e, quando ritorna a casa, la moglie gli chiede perchè è ritornato così tardi e allora lui risponde “Sono andato a puttane”.

Ok. Il film sarà pure divertente, ma fa anche riflettere. La storia è ambientata proprio quando entra in vigore la legge Basaglia e ci fa capire come è difficile il reinserimento nella socieà di questi diversamente abili.

La regia di Giulio Manfredonia è eccezionale e riesce a dare ritmo al film, considerando che la maggior parte dei film italiani non hanno ritmo. Ogni inquadratura è costruita alla perfezione (quando vediamo Gigio che si allaccia le scarpe capiamo subito cosa succede nella scena successiva). Claudio Bisio è bravissimo ed è molto diverso da come lo vediamo a Zelig. Anche gli attori che interpretano i matti sono eccezionali e sono talmente bravi che non si riusciva a capire se sono matti veramente o fingono.

Si può fare. E’ questo il motto della cooperativa. Si vedrà che questi diversamente abili sono capaci di fare qualsiasi cosa, nonostante il loro handicap, e si reveleranno degli artisti.

Il film mi ha molto commosso, sopprattutto nella scena dove i diversamente abili sulle note de L’isola che non c’è di Bennato salutano Nello che lascia la cooperativa.

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