Benvenuti nel mondo reale

12 aprile 2008

Matrix

Filed under: Recensioni — thanat @ 7:50 pm
Alcuni hanno visto nel film Matrix un’opera filosofica (Platone, Cartesio, Schopenhauer, Nietzsche, Marx), ma in questo film non c’è solo filosofia. C’è anche la storia, la storia dell’uomo.
Come tutti sanno, in Matrix gli uomini sono schiavi delle macchine e vivono in una realtà fittizia creata dalle macchine. Mentre gli uomini sono convinti di vivere nel ventesimo secolo, le macchine prelevano l’energia dagli uomini per soppravvivere (in pratica gli uomini sono delle pile per le macchine).
Be, c’è da dire una cosa. Da quando è iniziata la rivoluzione industriale, l’uomo non può fare a meno delle macchine. Le macchine al giorno d’oggi rendono la vita dell’uomo più facile. Per viaggiare usiamo delle macchine. Quasi tutti hanno un computer, la macchina più elaborata. Nelle fabbriche si usano delle macchine. Potrei andare avanti, ma meglio di no perchè l’elenco è troppo lungo. Comunque, l’uomo è diventato schiavo delle macchine come in Matrix. Le macchine in un futuro lontano saranno la nostra rovina come predicono i fratelli Wachowsky.
Sempre in tema di rovina, esaminiamo le parole dell’agente Smith: "Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga."  

Nonostante l’agente Smith sia l’antagonista del film, sono pienamente d’accordo con lui. L’uomo ha rovinato il proprio pianeta con l’inquinamento. Le risorse presto finiranno per l’avidità dell’uomo.
Scusatemi se ho fatto un’intervento dedicato a Matrix, ma in questo periodo sono molto fissato con Matrix da quando ho iniziato Schopenhauer in filosofia.

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13 dicembre 2007

Across The Universe

Filed under: Recensioni — thanat @ 8:02 pm
Cosa è esattamente Across The Universe? E’ un film, ma più precisamente un musical. Questo è un musical diverso dagli altri perchè contiene le migliori canzoni di tutta la storia della musica: quelle dei Beatles. Dobbiamo precisare che non è un musical nè sui Beatles nè dei Beatles, ma un musical raccontato raccontato attraverso le canzoni dei Beatles.
Si può perciò dire che sono state le canzoni scritte da John Lennon e Paul McCartney ad ispirare il musical. Il protagonista si chiama Jude come la canzone Hey, Jude e la protagonista si chiama Lucy come la canzone Lucy In The Sky with Diamonds. Le canzoni del mitico quartetto di Liverpool raccontano gli anni ’60, gli anni della contestazione e della guerra del Vietnam. Negli anni ’60 nasce la più bella storia d’amore mai raccontata tra Jude e Lucy, ma i protagonisti dovranno fare i conti con la guerra del Vietnam. C’è chi si innamora, ma c’è, come Max, il fratello di Lucy, che dovrà vedere gli orrori della guerra in prima persona.
Il più bel film con le più belle canzoni di tutti i tempi. Across The Universe è un musical girato molto bene (la regista Julie Taymor ha diretto molto musical tra cui la versione musical de Il re leone). Lo stile che sceglie la regista è uno stile psichedelico: dobbiamo ricordarci che gli anni ’60 erano non solo gli anni della contestazione, ma gli anni della droga. Tutte le 33 canzoni dei Beatles presenti nel film, registrate in presa diretta, sono state "smontate" e poi ricomposte dal compositore Elliot Goldenthal, marito della regista, per essere tutte reinterpretate dagli attori del film. I più attenti noteranno sicuramente il cameo di Bono degli U2 che canta I Am The Walrus, oppure il cameo di Joe Cocker e quello di Salma Hayek.
Tutto il messaggio del film è racchiuso nella canzone finale: All You Need Is Love. "All you need is love…all you need is love… all you need is love…love, love is all you need." L’amore è tutto.
Voto: 10/10
 
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11 ottobre 2007

Harold e Maude

Filed under: Recensioni — thanat @ 8:09 pm
Nella scena iniziale vediamo Harold, un ragazzo adolescente, che ,stanco della vita, si impicca con una corda e in questa scena si sente Don’t be shy di Cat Stevens che accompagna la scena del suicidio. Da questa scena capiamo subito che tipo è questo Harold: un ragazzo ricco, ma ribelle, sfida sempre la madre, è deluso dal mondo e dalla propria vita, e per sfogarsi inscena  vari  suicidi e va ai funerali di persone che non conosce (ricorda un po Alex, il protagonista di Arancia meccanica, ma a differenza di Alex che compie la violenza sugli altri, Harold la compie su stesso).
La vita di Harold cambia quando a uno di questi  funerali incontra Maude, una simpatica vecchietta di ottantanni che vede tutto positivo nel mondo. Maude gli insegnerà ad apprezzare le cose belle delle vita, ad amare la vita e gli farà capire che è molto bello essere diversi dagli altri. Tra i due nasce una profonda amicizia che diventa in seguito un’amore molto grande: lui ha 18 anni e lei 80.
Una parola per descrivere questo film: poesia. In questo film si possono riscontrare vari temi: l’anticonformismo, l’antimilitarismo, il disagio giovanile, l’adolescenza e l’amore per la vita. Questo è un film che tutti dovrebbero vedere. Il film è molto triste (Harold va dallo psicologo perchè non riesce essere allegro e Maude è stata in un campo di concentramento nazista), ma allo stesso tempo molto divertente (indimenticabile la scena del dialogo tra Maude e il poliziotto).
Harold e Maude, un film poetico, ma allo stesso tempo stravagante e macabro (vedi i vari suicidi e i funerali). A rendere ancora più poetico il film è tutta la colonna sonora di Cat Stevens.
 
"Sai, Harold, gran parte delle brutture del mondo viene dal fatto che la gente diversa permette ad altra gente di considerarla uguale" Maude
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26 settembre 2007

I Robinson

Filed under: Recensioni — thanat @ 8:03 pm
 Andare avanti. Con queste due parole si potrebbe riassumere I Robinson, il cartone della Disney uscito qualche mese fa. Il messaggio del film è pensare al futuro (quasi tutto il film è ambientato nel futuro).
Lewis, il protagonista del film, è un ragazzino prodigio di dodici anni . Ha un’intelligenza fuori dalla norma. Il suo hobby è inventare nuove cose. Ha tutto che un ragazzino della sua età può desiderare, ma gli manca una cosa: la famiglia. Infatti, Lewis vive in un istituto in attesa di trovare una famiglia. La ricerca si rivela un po ardua poichè tutte le aspiranti famiglie lo trovano un po strampalato per via delle sue invenzioni. Proprio per questo si sente triste e vorrebbe rivedere la sua mamma. Pensa tanto a sua madre finchè non incontra una famiglia del futuro, i Robinson. I Robinson gli insegneranno una cosa importante: andare avanti. Non pensare troppo al passato. Imparare dai propri fallimenti.
Non vi nascondo che questo film mi ha molto colpito. Il tema centrale del film è la famiglia, una cosa molto importante per un bambino. Se un bambino non cresce con l’affetto di una famiglia, non sarà mai felice.
Questo film, nonostante sia un cartone, mi ha emozionato moltissimo. Pensate che alla fine ho pianto pure (era dai tempi di Schindler’s Lizt che non piangevo vedendo un film ).
 
"Da queste parti, tuttavia, non ci soffermeremo troppo a guardare indietro. Andiamo sempre avanti, per aprire nuove porte e fare cose nuove, perchè siamo curiosi e la curiosità continua a spingerci lungo nuovi sentieri." Walt Disney
 
 
 
 
 
 

20 settembre 2007

I Simpson – Il film

Filed under: Recensioni — thanat @ 8:53 pm
Il film de I Simpson è un capolavoro. Un film tratto da un cartone di successo non può essere che bello. Vedere i Simpson dal piccolo schermo al grande schermo è tutta un’altra cosa. Nel film si vede tutta Springfield con tutti i suoi abitanti, cosa che in televisione non si vede mai.
Mi piace molto la scena iniziale con Grattachecca e Fighetto ambientata nello spazio dove si cita 2001: Odissea nello spazio. In tutti i due film all’inizio si sente Also Sprach Zarathustra di Richard Strauss. Sempre parlando di musica, nella scena seguente si vedeno i Green Day in versione Simpson che suonano il tema de I Simpson di Danny Elfman. Inoltre, nella colonna sonora del film c’è ,sempre dei Green Day, American Idiot, canzone adatta per Homer (ih, ih). Ma la canzone che mi è piaciuta di più nel film è Spider Pig (tradotto in italiano Spider Pork) che prende in giro la canzone di Spiderman. La canzone fa riferimento a una scena dove Homer trasforma il suo il suo maiale in Spider Pig.
Non vi voglio dire molto sulla trama poichè ,se ve la dico, non c’è più divertimento. Vi posso dire una cosa: tutta la trama parte dall’inquinamento di Springfield. Si vede ad un certo punto Lisa in versione Al Gore di Una scomoda verità. Dall’inquinamento  si passa poi a varie gag: la più divertente, a mio parere, è quella di Spider Pig.
Mi chiedo adesso due cose. La prima: l’amore che Homer prova per il maiale non ricorda un po l’amore che George Clooney provava per il suo maiale? La seconda: Calderoli, che aveva proposto il maiale day, andrà mai a vedere il film (ih, ih)?

15 settembre 2007

Blade Runner

Filed under: Recensioni — thanat @ 11:44 pm
Si può definire Blade Runner una tragedia greca? Basta vedere il confronto edipico che si ha tra Roy Batty (il capo dei replicanti ribelli) e il padre-creatore e il duello finale tra Rick Deckard, il cacciatore di androidi, e Roy Batty.
In questa tragedia greca ci sono umani e i replicanti. I replicanti sono degli androidi usati come schiavi dagli umani. Poichè sono schiavi e delle cose, non degli umani, hanno una durata di vita di quattro anni. Come si fa a vedere chi è umano e chi no? Difficile a dirsi. I replicanti sono tali e quali agli umani e hanno una propria coscienza. "Cogito ergo sum" ovvero "penso perciò sono" è un’affermazione di Cartesio e viene citata ne film da Pris, una replicante. I replicanti pensano e agiscono come gli umani. Poichè non sono veramente umani hanno una vita breve. La storia si svolge proprio quando dei replicanti si ribellano perchè stanno per morire. Hanno paura di morire e vogliono una vita da umani. Una vita in cui sono liberi e non schiavi. Questo è impossibile. Questi replicanti sono dei criminali inseguiti dal cacciatore di androidi Rick Deckard. Il loro grande crimine è cercare di essere umani. Nel duello finale Roy Batty prima di morire diventa umano: risparmia Rick Deckard perchè prova compassione e prima di morire salva il cacciatore che gli dava la caccia. Famoso il monologo che dice prima di morire "Ho visto cose che voi umani non postreste nemmeno immaginare…"
Rimane ancora la domanda. Chi è umano e chi no? Nel film si vede Rachel, una replicante che non sa di essere una replicante. L’hanno riprogrammata innestandole dei falsi ricordi. Si vedono continuamente  elementi che fanno pensare che Rick Deckard sia un replicante. Ridley Scott, il regista, non ha voluto spiegarlo. Allo spettatore l’interpretazione.
 
(Ho voluto parlare di questo film perchè da poco in filosofia abbiamo cominciato a parlare di Nietzsche e si è parlato proprio della paura di morire. Anche il nichilismo è uno degli argomenti del film. Comunque, questo film, tratto da Il cacciatore di androidi di Phili K. Dick, rimane un capolavoro.)

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